La normativa che tutela la pianificazione del territorio evidenzia la fine di un’epoca contraddistinta da una grande espansione urbana e insediativa, e traccia i presupposti di una filosofia che afferma l’idea dell’uso e della tutela del territorio.
In questa premessa, discussa in dibattiti nazionali e nelle ultime leggi regionali di pianificazione, vengono messi in luce i caratteri di una progettazione tesa al recupero delle risorse naturali e ambientali con una diffusa attenzione alla qualità insediativa attraverso interventi di edilizia sostenibile comprendenti progetti di bio-architettura e, più in generale, soluzioni efficaci che sostengano un sano abitare e la riduzione dei consumi energetici.
È noto, peraltro, il sostegno dato a questi progetti dalle amministrazioni provinciali e dagli assessorati all’Ambiente. Il Comune di Montegridolfo, per citare un esempio interessante, sarà tra i precursori di un progetto innovativo che vedrà la salvaguardia dell’ambiente come protagonista degli interventi di edificazione. Il Comune sarà coinvolto in un progetto di bio-edilizia per la realizzazione di una nuova scuola elementare. Il progetto, ispirato ai principi della sostenibilità ambientale ed ai criteri della bio-edilizia, e fortemente sostenuto dall’amministrazione provinciale e dall’Assessore Provinciale all’Ambiente Cesarino Romani, rappresenta una vera e propria azione pilota nell’ambito dell’edilizia pubblica provinciale. I principi ispiratori del progetto dell’edificio della nuova scuola di Montegridolfo, seguono i capisaldi definiti dal protocollo dell’A.N.A.B. (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) e saranno inserite anche nella prossima edizione del Rapporto sullo stato dell’ambiente della Provincia di Rimini, uno strumento di indirizzo per favorire l'inserimento di norme di architettura sostenibile negli strumenti attuativi che regolano le attività edilizie della Provincia di Rimini.
Le indicazioni normative e un’attenzione al territorio hanno suscitato nei docenti del corso geometri l’interesse ad introdurre nel piano dell’offerta formativa dell’Istituto (con riguardo, in particolare, agli studenti delle quinte classi) le principali nozioni della bio-architettura relative alla costruzione di fabbricati secondo i crismi della bio-edilizia: attenzione ai problemi ecologici, scelta dei materiali da utilizzare, risparmio energetico, smaltimento dei rifiuti.
Gli studenti sono stati coinvolti in un progetto innovativo che vedrà la salvaguardia dell’ambiente come protagonista degli intervenri di edificazione: un progetto ispirato ai principi della sostenibilità ambientale ed ai criteri della bio-edilizia.
Alle lezioni frontali, tenute in classe, si sono alternati incontri settimanali per la realizzazione di attività di laboratorio pratico. Tale laboratorio ha lo scopo di realizzare il progetto architettonico di un edificio bifamiliare ubicato in un lotto di superficie fondiaria di 3.900 mq sito in località Bellaria-Igea Marina (Rn). L’edificio, destinato ad abitazione civile, è stato progettato in armonia con alcuni principi fondamentali della Bio-architettura: i problemi ecologici, la scelta dei materiali da costruzione, il consumo e il risparmio di energia e lo smaltimento dei rifiuti. L’obiettivo è la progettazione di un’abitazione che sia rifugio non ostile e che rispetti l’habitat in armonia con la natura. Il progetto architettonico avrà effettiva esecuzione nel sito interessato, osserverà, quindi, tutti gli adempimenti di legge e verrà presentato alle autorità competenti per avere nulla osta al permesso di costruire.
Al laboratorio parteciperanno alcuni studenti che verranno seguiti dal prof. Stefano Plazzi (docente di Costruzioni nel triennio del corso per geometri).
Gli incontri del laboratorio si terranno settimanalmente ed affronteranno le problematiche progettuali di un edificio bioarchitettonico. Oltre al prof. Stefano Plazzi, promotore del laboratorio, saranno chiamati altri tecnici professionisti (un geologo, un architetto, un ingegnere) a fornire un loro contributo nell’iter del progetto bioarchitettonico.
Il Consiglio di classe ha promosso questa iniziativa come elaborato conclusivo (progetto pludisciplinare) su cui gli studenti relazioneranno agli esami di Stato.
Inoltre, gli studenti che non partecipano al laboratorio, guidati dai docenti della classe 5a Geometri (proff. Mario Righi – Estimo, Giovanni Pretolani – Tecnologia delle Costruzioni, Mariangela Bellavista – Diritto, Annamaria Vitale – Topografia), forniranno il loro contributo attraverso delle ricerche in parallelo sempre riguardanti tematiche inerenti la bioarchitettura: energia fotovoltaica, intonaci e vernici, fitodepurazione, materiali bioecologici, l’impianto elettrico e termoidraulico, e altro. Anche queste ricerche di approfondimento saranno motivo di discussione durante gli esami di Stato.
Terminato il loro lavoro, prima degli esami di Stato, gli studenti ed i loro insegnanti, avranno il piacere di illustrare ai loro compagni, ai genitori e ad alcuni degli addetti ai lavori, il risultato del lavoro. Questo sarà il tema di un incontro che si terrà nella mattinata di venerdì 20 maggio 2005, con inizio alle ore 9,00, presso la Sala Conferenze della Provincia di Rimini in via Dario Campana n. 64.
In tale occasione i ragazzi presenteranno il risultato della loro Esercitazione di Progettazione Architettonica mediante una proiezione video di breve durata alla quale seguirà un breve dibattito nel corso del quale i ragazzi, gli insegnanti di riferimento ed altri addetti ai lavori parleranno della propria esperienza agli intervenuti. Al fine di arricchire e approfondire l’incontro saranno invitati a fornire un loro contributo professionisti esterni all’istituto con particolari conoscenze nel settore.
Con l’esercitazione di cui detto e la sua successiva esposizione, l’Istituto Michelangelo vuole dimostrare la sua capacità di proporsi come Scuola Moderna, in grado di recepire gli impulsi che provengono dal mondo del lavoro ed essere attenta all’evoluzione ed alle richieste della Società contemporanea, colmare parte delle lacune formative dovute al divario notevole che normalmente divide il mondo del lavoro da quello dell’Istruzione e della Formazione.
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