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Parlare di droga significa affrontare temi scientifici, sociali, educativi, della prevenzione e del recupero. E i giovani hanno bisogno di messaggi e informazioni che parlino la loro stessa lingua e usino i loro stessi strumenti comunicativi, come internet, chat e i videogiochi. Tutto questo si trova su Dronet, il portale istituzionale che riunisce e coordina i portali regionali sulle dipendenze.
Finanziato dal ministero della Salute, Dronet contiene una serie di risorse utili per gli operatori del settore, gli educatori, i genitori, gli insegnanti e i ragazzi. Online si parla di sostanze stupefacenti con rigorose informazioni scientifiche e una serie selezionata di link a risorse ed altri siti del settore tossicodipendenze. Non mancano pubblicazioni e informazioni su servizi utili, congressi e convegni. Il portale è anche una finestra sulle varie e diversificate politiche e realtà di Regioni e Province autonome (è stata appena inaugurata la versione tedesca per la provincia di Bolzano), che diventa luogo di scambio e di arricchimento culturale e tecnico-scientifico, oltre che strumento di trasparenza e coordinamento operativo.
L'area "Genitori e insegnanti" offre in particolare indirizzi di SerT, comunità terapeutiche, cooperative sociali, centri alcologici, associazioni, uffici amministrativi e ministeriali; un glossario con termini formali e gergali su dipendenze, AIDS, medicina, economia sanitaria, ricerca e prevenzione; informazioni tecniche sulle principali sostanze d'abuso ed i relativi trattamenti e una raccolta di articoli, monografie, manuali e riviste attinenti alle tossicodipendenze. Nella sezione "Studenti e giovani" vi sono in più City Invaders e Drugs Puzzle, due giochi per imparare, e il CIC, mini sito dei Centri di Informazione e Consulenza con forum e chat.
Sull'uso di sostanze stupefacenti da parte dei minori è inoltre interessante leggere lo studio appena pubblicato dalla Fondazione Iard, che focalizzato sulla realtà dei minori entrati nel circuito penale è comunque utile per capire il legame fra disagio, difficoltà scolastiche e uso di droga nei ragazzi.
links: dronet (Il portale internet per informare e mettere in rete sulle dipendenze)
Uno dei punti cardine del portale è l’interattività con l’utente, la volontà di stabilire un legame personale con l’operatore o la struttura in cui lavora. Non solo la possibilità di cercare in modo rapido ed efficace le informazioni di cui si necessita per il proprio lavoro, ma una vera e propria partecipazione alla costruzione dei contenuti di Dronet.
Tutto ciò si realizza in modo ovviamente diverso a seconda delle aree: si va dalla semplice possibilità di segnalare tramite appositi form (finestre per l’invio dati) eventuali news per l’area comunicazioni, o eventi da inserire nel calendario (masterplan-congressi), sino alla partecipazione più spinta in sezioni quali i forum o disponibilità in CT ad esempio.
I Forum, di recente varati, sono un luogo di discussione e confronto, di libero accesso e partecipazione previa registrazione on line. Ciascuno di essi è moderato da un esperto della materia in discussione, il quale svolge ad un tempo la funzione di promotore, animatore o consulente sugli argomenti trattati. Ciascun partecipante può comunque avviare un argomento di discussione purchè pertinente al forum in questione.
Le tematiche affrontate riguardano gli aspetti più vari quali prevenzione, clinica, quality management, assesment oppure argomenti più di servizio relativi ad aspetti tecnici e di utilizzo del sito.
Quest’ultima sezione, in particolare, si sforza di fornire il maggior numero di informazioni possibili anche per chi, come spesso accade, ha una vaga infarinatura di navigazione su internet e magari è messo in difficoltà da una vecchia versione di browser non perfettamente compatibile con le nuove tecnologie.
Al di là degli aspetti più strettamente legati a Dronet, vengono affrontati anche argomenti di interesse generale, quali ad esempio le segnalazioni degli ultimi virus in circolazione, o addirittura argomenti che si potrebbero definire “filosofici”, come il significato dell’adozione di software “open source” (il cui codice è modificabile a piacimento) per le strutture del privato sociale o pubbliche.
Va detto che spesso lo staff di dronet, sempre nell’ottica di promuovere un lavoro in network, si trova spesso a svolgere una funzione di help telefonico per guidare interattivamente i meno esperti anche nelle operazioni più comuni quali la ricerca ed il download di documenti.
Anche le richieste ad info@dronet.org vengono tempestivamente evase fornendo, se possibile coordinate all’interno del sito, o altrimenti possibili riferimenti nel web sempre mantenendo un rapporto diretto ed immediato con il navigatore.
Le sezioni Disponibilità CT e Delta Systems sono forse l’esempio più calzante di collaborazione nella costruzione dei contenuti del portale. Tali aree, infatti, si alimentano unicamente tramite i dati inviati on line dai responsabili delle Comunità Terapeutiche e dei Sert, fornendo un output visualizzato via web utile a tutti i partecipanti al network.
Ancora la Webmail (webmail.dronet.org) fornendo una casella di posta elettronica per tutti i servizi o comunità ed i rispettivi responsabili, consultabile ed utilizzabile via web senza necessità di configurazioni locali (è comunque configurabile l’accesso dal programma di posta elettronica del proprio computer), costituisce un notevole strumento di comunicazione tra le maglie del network.
Tossicodipendenze e riabilitazione nei minori: studio della Fondazione Iard
Fondazione IARD ha sviluppato nell’ultimo quinquennio, su incarico del Ministero della Giustizia – Dipartimento Giustizia Minorile, un’interessante ricerca-azione che riguarda la realtà dei minori entrati nel circuito penale che fanno uso di sostanze stupefacenti.
Il percorso di ricerca ha avuto inizio nel 2001, con il progetto “La Total Quality negli interventi sulle tossicodipendenze in ambito penale minorile”, nel corso della quale è stata effettuata un’analisi approfondita della complessità del Sistema Penale Minorile, gettando le basi per la creazione e l’elaborazione di interventi volti a favorire lo sviluppo di azioni di efficacia e di efficienza per il miglioramento del Sistema stesso.
Lo studio sul campo ha permesso di fotografare la situazione dell’utenza incorsa nel circuito Penale Minorile con problematiche collegate all’uso e all’abuso di sostanze psicotrope, per cui è stato disposto il collocamento in Comunità.
Sono state analizzate le caratteristiche socio-demografiche e le specificità della situazione sociale, culturale e penale, studiando a fondo il percorso di 281 minori; sono state effettuate interviste a referenti di tutti i Centri di Giustizia Minorile italiani ed è stata analizzata la situazione di 97 Comunità del territorio nazionale.
Il campione di minori inseriti nell’indagine rappresenta il 38,9% del totale dei collocamenti in Comunità, nel periodo considerato, che rispondessero alle due caratteristiche prese in esame dalla ricerca:
commissione di reati collegate all’uso di sostanze stupefacenti;
inserimento in Comunità
(Fonte: Ministero della Giustizia, Dipartimento per la Giustizia Minorile – Servizio Statistico “Analisi dei flussi di utenza dei Servizi della Giustizia Minorile”).
L’indagine ha permesso una rilevazione della molteplicità dei modelli operativi cui fanno capo gli interventi di riabilitazione e reinserimento in società dei minori, ed ha mostrato profondi cambiamenti rispetto agli anni passati, in relazione alla tipologia di sostanze stupefacenti, agli stili di consumo da parte dei giovani e alla provenienza geografica dei minori.
Il crescente aumento della complessità dell’utenza, infatti, ormai molto eterogenea e molto diversificata nelle richieste di risposte educative e riabilitative, ha portato all’individuazione di obiettivi e strumenti che possano favorire il miglioramento del sistema adottato dal Dipartimento della Giustizia Minorile.
In relazione alle tipologie di consumo, per esempio, la ricerca rileva tre tipi di comportamenti:
uso esclusivo di sostanze cosiddette “leggere” - cannabinoidi - (43%);
assunzione di eroina, anche accompagnata da altre sostanze (39%);
uso combinato di altre sostanze - ad esclusione dell’eroina - (18%).
In linea generale, inoltre, si nota un incremento costante di 13 punti percentuali - dal 2000 - dell’uso dei soli cannabinoidi - e delle “altre” sostanze – con un aumento del 8% circa - ciò principalmente a scapito dell’assunzione di eroina combinata ad altre sostanze.
Questa modifica dei comportamenti di consumo da parte dei minori evidenzia la necessità di nuove pratiche di intervento da parte dei Servizi Per quanto riguarda l’analisi dei processi di socializzazione, inoltre, l’indagine rileva percorsi di marginalizzazione e fallimenti:
solo il 23% dei minori è stabilmente impegnato in qualche attività lavorativa o formativa, percentuale che sale circa al 55,5% se si considerano anche le occupazioni precarie e instabili;
i soggetti considerati sono molto spesso ragazzi che non hanno concluso la scuola dell’obbligo nei tempi canonici e, l’80% dei casi, al momento dell’ingresso nei Servizi non stava frequentando nessuna scuola, indipendentemente dall’età;
al momento dell’invio in comunità solo il 38% viveva con entrambi i genitori, quota inferiore a quella degli individui conviventi con un solo genitore (43,6%);
un ulteriore elemento rilevante è la presenza di quasi 1/5 di ragazzi conviventi con persone diverse dai genitori - il 9,1% viveva da parenti ed il 9,5% da solo o con persone non appartenenti al nucleo familiare.
In funzione della complessità dell’utenza, dunque, è stata avviata una seconda fase della ricerca, che ha lo scopo di contribuire a migliorare le procedure che definiscono il percorso di recupero dei minori entrati nel circuito penale che fanno uso di stupefacenti.
Il progetto, “La Total Quality negli interventi sulle tossicodipendenze in ambito penale minorie II”, prevede un approfondito monitoraggio delle diverse fasi del percorso riabilitativo, dal collocamento in comunità fino al reinserimento del minore nella società, con l’obiettivo di comprendere quali aspetti del processo contribuiscano a determinarne il successo (o l’eventuale insuccesso). Nel progetto è presente l’attiva collaborazione dei referenti di differenti realtà territoriali (Emilia Romagna; Campania; Lombardia e Liguria, le quali fanno capo allo stesso Centro di Giustizia Minorile), che seguono i minori in diversi momenti del loro percorso educativo.
Lo scopo del monitoraggio è quello di attivare sinergie tra enti, istituzioni e associazioni del territorio, per sviluppare risposte e strumenti quanto più personalizzati e tarati sulle differenti esigenze dei minori. Per tale motivo il progetto ha finora coinvolto più di 70 esperti del settore, tra operatori della Giustizia Minorile, operatori delle Comunità terapeutiche e socio-educative, Assistenti sociali degli Enti territoriali (Amministrazioni Comunali, Ser.T., ecc.) e prevede lo studio del percorso riabilitativo di un campione di 30 minori.
Scopo specifico del progetto è quello di elaborare - e di testare - uno strumento di accompagnamento e monitoraggio del percorso educativo dei minori che permetta, in primo luogo, la creazione di una banca dati informatizzata e che diventi uno strumento di lavoro per tutta la rete dei Centri di Giustizia Minorile. Tale sistema di monitoraggio costituisce elemento di innovatività, perché permette di standardizzare i processi e di raccogliere i dati necessari al Dipartimento di Giustizia Minorile, che consentano una lettura organica e aggiornata del percorso di ciascun minore e del fenomeno del consumo di stupefacenti in generale.
Parallelamente, è stato avviato un ulteriore percorso di strutturazione del sistema, denominato “Interventi di sistema: standardizzazione di indicatori di valutazione in itinere per i percorsi
relativi alle tossicodipendenze in ambito penale minorile”. Questa fase progettuale intende definire un modello di monitoraggio continuo dei processi relativi ai percorsi educativi dei minori, cogliendo le sinergie e le strategie di collaborazione tra le organizzazioni che partecipano al progetto stesso.
Inoltre lo scopo del progetto è quello di definire indicatori dimensionali, quali:
il valore aggiunto che ciascun livello organizzativo del sistema penale porta ai percorsi di intervento;
i punti di forza e di debolezza delle procedure adottate dal sistema penale e già focalizzate nelle fasi precedenti del progetto;
l’efficacia degli strumenti adottati e del loro processo di applicazione sul campo, per favorire la loro trasferibilità in contesti territoriali differenti.
Commento del prof. Renato Pocaterra, responsabile scientifico Fondazione
IARD
“L’idea progettuale sviluppata in collaborazione con i funzionari del Dipartimento per la Giustizia Minorile, rappresenta una vera e propria sfida: inserire il concetto della “qualità totale”, sinonimo di efficienza e standardizzazione dei processi aziendali, all’interno del circuito riabilitativo penale minorile, rappresenta uno sforzo di notevole portata. Dopo quattro anni di complesse analisi, crediamo di aver individuato un percorso interessante e ricco di opportunità che potrà migliorare sensibilmente il livello di efficacia del sistema”.
Per ulteriori informazioni sulla ricerca:
Renato Pocaterra
Area Psicologia e Percezione sociale
renato.pocaterra@fondazioneiard.org
cell. 339.4366035
links: Fondazione IARD |