ROMA - Meglio mettersi a dieta prima che sia troppo tardi. Ed evitare il rischio di venire emarginati nelle apposite stanzette di un ristorante per non dare cattivo esempio - mangiando spropositatamente - a chi ha avuto la saggezza di mantenere il proprio peso forma. Potrebbe trattarsi di istigazione all´obesità. Magari no, non si arriverà a tanto, neppure nell´Italia entusiasticamente salutista che ha deciso di dare lezioni di igiene al mondo. Una cosa invece è sicura: chi è in sovrappeso (circa 16 milioni di italiani dai 18 anni in su) e chi è obeso (4 milioni, incremento del 25 per cento rispetto al 1994) gioca una partita pericolosa con la vita. Più esposti al diabete, all´ipertensione, alle malattie del cuore. Maggiori possibilità di perdere il lavoro: il 75,5 per cento di chi soffre di gravissime forme di obesità abbandona l´attività lavorativa; il 7,2 la diminuisce; il 12,5 è costretto a modificare la propria attività. Costo sociale esorbitante: 22 miliardi di euro.
Ma prima di essere adulti imponenti, queste signore e signori cibo-dipendenti, sono stati bimbi paffutelli, poi ragazzini cicciottelli, poi adolescenti grassi. Praticamente i nostri sono (ma non erano) i bambini più tondi d´Europa: seguono i piccoli spagnoli, gli svizzeri, gli inglesi, i francesi, i tedeschi. Lo scenario è tale da aver fatto scattare il sistema di allarme nazionale. Disegni di legge per adeguare mezzi di trasporto, ospedali e uffici (Cutrufo, Udc); l´idea di calibrare la pubblicità alimentare in tv "eccessiva, ossessiva, distorsiva" (Sirchia); l´avvio di progetti educativi specifici nelle scuole elementari (Moratti) per sensibilizzare gli alunni al problema sotto lo slogan "prevenire è meglio che curare".
Partirà invece a metà febbraio (il 20) un corso per insegnanti organizzato dall´Istituto neurotraumatologico italiano e patrocinato dalla Regione Lazio: il Centro di Obesità di Grottaferrata diretto dal professor Luca Pecchioli si propone in realtà due obiettivi: da una parte "formare pool di medici specialisti capaci di integrarsi e lavorare insieme"; dall´altra di preparare gli insegnanti - spiega l´endocrinologo dell´Ini Glauco Messina che insegna "Principi di dietologia" all´Università Cattolica di Roma - perché sono loro i primi ad avere sott´occhio i bambini, i primi a poter intercettare i segnali di una cattiva alimentazione". Il professore sostiene - dati alla mano - che in Italia ad aumentare non è tanto il numero di persone in sovrappeso, ma quello degli obesi. Del resto è recentissima la notizia che secondo una ricerca dell´"Associazione per lo studio e la ricerca sull´anoressia, la bulimia, l´obesità e i disordini alimentari", la bulimia e non l´anoressia è il disturbo più frequente tra gli italiani che soffrono di questo genere di problemi.
"L´idea che le persone sovrappeso o obese soffrano necessariamente di problemi endocrinologici per cui non riescono a dimagrire va sfatata. Ci possono essere predisposizioni genetiche all´ingrassamento, questo sì, ma nulla che renda impossibile un dimagrimento attraverso una alimentazione corretta e una giusta attività fisica", spiega il professor Messina il cui pensiero, comunque si potrebbe sintetizzare così: più che dimagrire, bisognerebbe non ingrassare. Perché poi i "fallimenti" nelle diete sono veri terremoti nella già provata emotività di chi vive con quella sensazione di disagio perenne causata da 10, 20, 30 chili in più. E non c´è scampo: "Il bambino obeso diventerà nella stragrande maggioranza dei casi un adulto obeso con tutto quel che ne consegue dal punto di vista della salute. Ma sovrappeso e obesità sono disturbi di natura alimentare con origini psicologiche che si possono controllare perfettamente se..." . Se si cambiassero non solo i se, come, quando e quanto del cibo ma anche gli stili di vita: se si insegnasse di nuovo ai bambini a correre, camminare, saltare anziché lasciarli inchiodati davanti a tv e pc dopo 5 ore di lezione trascorse come manichini di gesso in un banco. Magari avere una scuola adatta, aiuterebbe. Tipo con palestre, adeguate attività sportive, qualche ora di ginnastica in più. Prima che quel bambino, come dice Messina, diventi un uomo, o una donna, all´eterna ricerca dell´impossibile: dimagrire continuando a mangiare come prima. (Maria Stella Conte).